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Il MedicoLo studio a RapalloOzonoterapia nel Tigullio RecensioniFAQ English version Prenota una visita WhatsApp · 345 111 3895Un'infiltrazione ben eseguita toglie il dolore. Non corregge ciò che lo ha prodotto. È una distinzione che raramente viene detta al paziente, e che spiega perché molte persone arrivano in studio dopo aver già fatto cicli di terapia altrove, con lo stesso problema tornato dopo qualche mese. Questa pagina spiega come imposto la fase successiva al trattamento, chi se ne occupa, e — soprattutto — dove finisce il mio ruolo di medico.
Il problema
Il dolore muscoloscheletrico cronico ha quasi sempre due componenti. Una è infiammatoria e sensitiva: è quella su cui agisce l'ossigeno-ozonoterapia, riducendo i mediatori dell'infiammazione e la percezione dolorosa. L'altra è meccanica e funzionale: un carico mal distribuito, un gruppo muscolare debole, un gesto ripetuto in modo scorretto, un aumento troppo rapido del volume di allenamento.
Il trattamento antalgico lavora bene sulla prima. Sulla seconda non ha alcuna presa. Se il paziente torna esattamente alle condizioni che hanno generato il problema, il problema torna — e non perché la terapia non abbia funzionato, ma perché stava rispondendo a una sola delle due domande.
Togliere il dolore a chi continuerà a fare esattamente ciò che glielo ha causato non è una cura. È una pausa.
— Dott. Luca SchiasselloniLe due fasi
Diagnosi, valutazione ecografica, indicazione terapeutica, infiltrazioni, eventuale prescrizione e follow-up. Sono atti medici e restano interamente di mia competenza e responsabilità. L'obiettivo è ridurre il dolore e restituire una finestra in cui il movimento torna possibile.
Rieducazione al movimento, esercizio personalizzato, gestione progressiva del carico, correzione del gesto sportivo o lavorativo. Non sono atti medici, non li eseguo io, e appartengono all'ambito educativo e motorio. L'obiettivo è che il risultato duri.
La finestra aperta dalla fase clinica è il momento in cui la seconda diventa praticabile. Un paziente con dolore acuto non riesce a lavorare sul movimento; lo stesso paziente, due settimane dopo il trattamento, sì. Sfruttare quella finestra è ciò che distingue un risultato di tre mesi da uno di tre anni.
Come si articola
Storia del dolore, esame obiettivo, revisione degli esami già eseguiti e valutazione ecografica quando indicata. In questa fase stabilisco se il problema rientra nelle mie competenze, se serve un approfondimento di secondo livello o se è opportuno indirizzarti a uno specialista.
Ciclo di infiltrazioni con ossigeno-ozono, eventualmente associato ad altre tecniche antalgiche, con verifica dell'andamento seduta dopo seduta. Se non c'è risposta dopo un numero ragionevole di sedute, si interrompe e si ridiscute il quadro: insistere non è una strategia.
A dolore ridotto, valutiamo insieme che cosa ha generato il quadro: l'attività lavorativa, un gesto sportivo, un aumento di volume mal gestito, una debolezza muscolare. Da qui esce l'indicazione su cosa serve nella fase successiva — e in alcuni casi l'indicazione è che non serve nulla.
Quando il quadro lo richiede, il percorso prosegue con la parte educativa e motoria. Puoi rivolgerti al tuo fisioterapista o al professionista che preferisci; presso lo stesso centro in cui ho lo studio è disponibile anche un percorso di educazione posturale e preparazione atletica, descritto nella sezione qui sotto.
Collaborazione
Il mio studio si trova all'interno del Centro Medicina dello Sport di Rapallo, in Via Aurelia Ponente 4/N. Nella stessa sede opera Alessandro Schiasselloni, educatore posturale, chinesiologo tecnico-sportivo e preparatore atletico, con cui la collaborazione riguarda esclusivamente l'ambito educativo e motorio: educazione posturale, mobilità, esercizio personalizzato e preparazione atletica.
Dichiarazione di trasparenza. Alessandro Schiasselloni è mio padre. Lo scrivo qui, in modo esplicito, perché ritengo che un paziente abbia diritto di conoscere i rapporti esistenti tra i professionisti verso cui viene orientato, e perché una collaborazione dichiarata è l'unica che possa considerarsi corretta.
Non percepisco alcun compenso, percentuale o beneficio economico derivante dai pazienti che proseguono il percorso con lui, e non esiste alcun vincolo: chi ha già un fisioterapista, un preparatore o un professionista di fiducia è incoraggiato a proseguire con loro. L'indicazione clinica che ti do è la stessa in entrambi i casi.
Dove passa il confine. Le attività educative e motorie non sono prestazioni sanitarie. Non formulano diagnosi, non costituiscono terapia e non sostituiscono in alcun modo la valutazione medica. Diagnosi, indicazione terapeutica, procedure e prescrizioni restano di esclusiva competenza medica e non vengono delegate. Se durante il percorso funzionale emerge qualcosa che richiede una rivalutazione clinica, il paziente torna da me o dal proprio medico — non si prosegue.
Prevenzione
Indipendentemente da chi segua la fase funzionale, tre elementi hanno il supporto scientifico più solido nella prevenzione delle recidive del dolore muscoloscheletrico. Non sono complicati, sono solo noiosi — ed è il motivo per cui vengono trascurati.
Indicazioni di carattere generale a scopo informativo. Non sostituiscono una valutazione clinica individuale.
Domande frequenti
Approfondisci
Alla prima visita ricostruisco il quadro completo e ti dico se serve solo il trattamento, se serve anche la fase funzionale, o se il problema va affrontato in un altro modo.
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