La sindrome del tunnel carpale è la compressione del nervo mediano al polso — formicolio alle dita, dolore notturno, debolezza nella presa. Colpisce chi lavora al computer, chi fa lavori manuali, le donne in gravidanza e menopausa. Il tutore e i farmaci alleviano i sintomi ma non risolvono la compressione. L'ozonoterapia perineurale eco-guidata riduce l'edema attorno al nervo e l'infiammazione locale, restituendo spazio al nervo mediano senza il bisturi.
La patologia
Il tunnel carpale è un canale stretto nel polso formato dalle ossa del carpo e dal legamento trasverso del carpo. Al suo interno passano il nervo mediano e i tendini flessori delle dita. Quando lo spazio si riduce — per edema, ispessimento sinoviale, tenosinovite, o cause ormonali — il nervo mediano viene compresso. La compressione genera formicolio e intorpidimento alle prime tre dita (pollice, indice, medio), dolore al polso che peggiora di notte, e progressiva debolezza della mano.
La sindrome è classificata in lieve (solo parestesie intermittenti), moderata (parestesie costanti, dolore notturno, riduzione della sensibilità) e grave (atrofia dell'eminenza tenar, perdita di forza). Nei gradi lieve e moderato il trattamento conservativo è il primo approccio. L'ozonoterapia perineurale si inserisce in questo spazio — tra il tutore che non basta più e la chirurgia che il paziente vuole evitare.
"L'iniezione perineurale di ossigeno-ozono nel tunnel carpale riduce significativamente l'edema intraneurale e migliora la velocità di conduzione del nervo mediano, con beneficio clinico sostenuto."
— Moretti et al., Acta Biomed. 2016; Ozturk et al., J. Back Musculoskelet. Rehabil. 2019Meccanismi d'azione
L'infiltrazione perineurale con miscela O₂-O₃ nel tunnel carpale agisce sulla causa della compressione attraverso tre meccanismi:
L'ozono riduce l'edema dei tessuti sinoviali che circondano il nervo mediano all'interno del tunnel carpale. L'effetto antinfiammatorio (inibizione di IL-1β, TNF-α, PGE2) riduce il gonfiore e restituisce spazio al nervo compresso. La riduzione dell'edema è documentabile ecograficamente con la misurazione dell'area di sezione del nervo mediano (CSA).
L'ozono migliora l'ossigenazione del nervo mediano compresso attraverso l'aumento del rilascio di ossigeno a livello tissutale (effetto Bohr). Un nervo meglio ossigenato conduce meglio e si ripara più velocemente. L'effetto neurotrofico contribuisce al miglioramento della velocità di conduzione nervosa documentabile all'elettromiografia di controllo.
L'ozono agisce anche sull'infiammazione delle guaine tendinee dei flessori che passano nel tunnel carpale insieme al nervo mediano. La riduzione della tenosinovite diminuisce il volume totale del contenuto del tunnel e riduce la pressione sul nervo. Questo meccanismo è particolarmente rilevante nelle forme associate a lavori manuali ripetitivi.
Evidenze scientifiche
L'efficacia dell'ozonoterapia perineurale per la sindrome del tunnel carpale è supportata da studi clinici con risultati promettenti:
† Moretti et al., Acta Biomed. 2016; Ozturk et al., J. Back Musculoskelet. Rehabil. 2019. Dati su coorti di studio. I risultati nel singolo paziente possono variare in base alla gravità e alla durata della compressione.
Gli studi mostrano che l'ozonoterapia perineurale è particolarmente efficace nelle forme lieve-moderate, dove la compressione è ancora reversibile. Nei casi gravi con atrofia muscolare e perdita assonale documentata all'EMG, la decompressione chirurgica resta il trattamento di scelta.
Indicazioni cliniche
Il protocollo a Rapallo
Valutazione iniziale. Studio il nervo mediano con ecografia POCUS: misuro l'area di sezione del nervo (CSA) all'ingresso del tunnel, valuto l'eventuale appiattimento del nervo sotto il retinacolo, identifico la tenosinovite dei flessori e la vascolarizzazione intraneurale patologica al power Doppler. Rivedo l'elettromiografia se disponibile per classificare la gravità della compressione.
L'infiltrazione perineurale è eseguita sotto guida ecografica in tempo reale con approccio ulnare. L'ecografia mi consente di visualizzare il nervo mediano, i tendini flessori, l'arteria ulnare e il retinacolo, e di posizionare l'ago nello spazio perineurale senza toccare il nervo. La tecnica di idrodissezione con ozono separa delicatamente il nervo dalle strutture circostanti aderenti. La procedura dura circa 5–10 minuti.
La concentrazione della miscela O₂-O₃ (tipicamente 10–15 μg/mL) e il volume (3–5 mL) sono calibrati con attenzione — il tunnel carpale è uno spazio chiuso e l'eccesso di volume peggiorerebbe temporaneamente la compressione. Il protocollo segue le linee guida della SIOOT.
Domande frequenti
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