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Ecografia muscoloscheletrica
e infiltrazioni eco-guidate

Ecografia clinica Rapallo · Infiltrazioni eco-guidate · Point-of-care · Tigullio

L'ecografo nel mio studio ha due funzioni distinte, che vale la pena tenere separate perché rispondono a domande diverse. La prima è clinica: guardare la struttura mentre visito, per capire cosa sta generando il dolore. La seconda è procedurale: vedere dove va l'ago mentre lo introduco, invece di stimarne la posizione. Sono due usi dello stesso strumento, con presupposti e limiti diversi. Questa pagina li spiega entrambi — compreso quando l'ecografia non serve.

Ecografia clinica ed eco-guida

Ecografia clinica

Estensione dell'esame obiettivo. Durante la visita rispondo a domande circoscritte: il tendine è ispessito o lesionato? C'è versamento articolare? La borsa è distesa? Il nervo mediano è compresso al tunnel carpale? Sono domande binarie, non un inquadramento radiologico completo.

Eco-guida procedurale

L'ago viene seguito sullo schermo mentre avanza. Si identifica il bersaglio, si riconoscono le strutture da evitare — vasi, nervi, pleura — e si verifica in tempo reale che la miscela si distribuisca nel compartimento desiderato e non altrove.

La differenza non è tra vedere e non vedere. È tra sapere dov'è l'ago e presumere dove sia.

— Dott. Luca Schiasselloni

Guardare mentre si visita

L'ecografia clinica — o point-of-care — non nasce come esame strumentale prenotato a parte, ma come prolungamento della mano e dell'occhio durante la visita. Il medico si pone una domanda precisa, appoggia la sonda e ottiene una risposta immediata che modifica la decisione clinica nello stesso momento in cui la sta prendendo.

Nel contesto muscoloscheletrico questo cambia concretamente il percorso. Un dolore di spalla che all'esame obiettivo sembra una tendinopatia della cuffia può rivelarsi una borsite, e il trattamento è diverso. Un ginocchio dolente con versamento importante richiede un approccio diverso da uno senza. Un tendine d'Achille con una lesione parziale non va trattato come una tendinopatia semplice.

La valutazione è anche dinamica: le strutture possono essere osservate durante il movimento, cosa che né la risonanza né la TC consentono. Un conflitto sub-acromiale si vede mentre il paziente alza il braccio, non da fermo.

Cosa non è. L'ecografia clinica non produce un referto radiologico e non sostituisce un esame di secondo livello. Serve a orientare la decisione terapeutica durante la visita, non a chiudere un percorso diagnostico. Quando il quadro richiede un inquadramento completo — o quando il sospetto esce dal mio ambito — indirizzo all'esame e allo specialista appropriati.

Svolgo attività di istruttore ECM in ecografia clinica e primo soccorso: insegnare la metodica ad altri medici significa doverne conoscere anche i limiti, che è la parte che interessa di più al paziente.

Come si esegue un'infiltrazione eco-guidata

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Studio preliminare del bersaglio

Prima di preparare l'ago identifico il bersaglio e mappo ciò che gli sta attorno: decorso dei vasi, posizione dei nervi, spessore dei piani. È la fase che determina la traiettoria e che spesso modifica il punto di ingresso rispetto a quello che avrei scelto con i soli reperi anatomici.

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Introduzione dell'ago sotto visione diretta

L'ago viene seguito sullo schermo per tutta la sua progressione, in asse con il fascio ultrasonoro. Non si tratta di verificare a posteriori dove sia finito: la posizione è nota in ogni istante e la traiettoria può essere corretta mentre avanza.

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Verifica della distribuzione

La miscela O₂-O₃ è ecogena e la sua diffusione è visibile in tempo reale. Questo consente di confermare che il farmaco stia raggiungendo il compartimento desiderato — peritendineo, periarticolare, perineurale — e non un piano adiacente. È l'informazione che un'infiltrazione alla cieca non può dare.

Infiltrazione periarticolare di ossigeno-ozono al ginocchio eseguita nello studio di Rapallo, con ago posizionato sul piano periarticolare
Infiltrazione periarticolare di ossigeno-ozono al ginocchio. La scelta del piano di iniezione — intra-articolare o periarticolare — dipende dal quadro clinico e, quando indicato, viene verificata ecograficamente.

Quanto conta davvero la guida ecografica

La letteratura su questo punto è abbondante, ma va letta con attenzione: dice cose diverse a seconda del distretto, e presentarla come un vantaggio uniforme sarebbe fuorviante.

93,6%
accuratezza eco-guidata sull'acromion-claveare, contro 68,2% con reperi anatomici
86,7%
accuratezza sulla guaina del bicipite, contro 26,7% alla cieca
83%
accuratezza complessiva eco-guidata su 184 pazienti, contro 66% guidata dall'esame clinico

Aly AR, Rajasekaran S, Ashworth N — Br J Sports Med 2015;49(16):1042-9

Revisione sistematica e metanalisi su quattro studi cadaverici (300 spalle) e nove studi su pazienti (514 soggetti). Le infiltrazioni eco-guidate del cingolo scapolare hanno mostrato accuratezza superiore in tutti i distretti valutati, con una sola eccezione rilevante: lo spazio sub-acromiale, dove il vantaggio non è risultato statisticamente significativo (65% contro 70%). DOI: 10.1136/bjsports-2014-093573

Shen PC, Lin TY, Wu WT, Özçakar L, Chang KV — J Rehabil Med 2024;56:jrm40679

Umbrella review su diciassette tra revisioni sistematiche e metanalisi. Conclusione sintetica: la guida ecografica risulta più accurata di quella basata sui reperi anatomici, con beneficio più marcato su spalla, doccia bicipitale, polso, anca e ginocchio. Gli esiti su dolore e funzione sono però variabili, e la qualità metodologica degli studi inclusi è eterogenea. DOI: 10.2340/jrm.v56.40769

Le percentuali riportate si riferiscono all'accuratezza del posizionamento dell'ago documentata negli studi citati, non all'esito clinico del trattamento nel singolo paziente.

La lettura corretta è questa: l'eco-guida migliora quasi sempre la precisione del posizionamento, ma non in ogni distretto e non sempre con una ricaduta misurabile sul risultato clinico. Dove il bersaglio è ampio e superficiale il vantaggio è modesto. Dove è profondo, piccolo o circondato da strutture delicate, la differenza è netta.

Quando la uso e quando no

La guida ecografica non è un requisito di ogni infiltrazione, e presentarla come tale sarebbe marketing, non medicina. La uso quando aggiunge qualcosa.

Quando non serve. Su bersagli superficiali, ampi e facilmente identificabili alla palpazione, l'ecografia non migliora l'accuratezza in modo clinicamente rilevante. In quei casi la uso per la valutazione clinica preliminare, non per la guida dell'ago. Aggiungere un passaggio che non cambia il risultato allunga la procedura senza beneficio per il paziente.

Cosa l'ecografia non può vedere

Dove ho imparato a usarla

L'ecografia clinica fa parte del mio lavoro quotidiano da anni, in due contesti che si insegnano a vicenda. Il primo è l'emergenza territoriale con il 118, dove la sonda serve a rispondere a domande urgenti in pochi minuti e con margini di errore stretti: è lì che si impara a usarla per decidere, non per descrivere. Il secondo è l'ambulatorio, dove la stessa metodica orienta con calma la scelta terapeutica durante la visita.

A questo si aggiunge un percorso di perfezionamento dedicato all'ecografia muscoloscheletrica e interventistica, che sto seguendo per approfondire la parte procedurale. È una metodica in cui la competenza si costruisce sul numero di esami eseguiti e sul confronto continuo, non su un titolo appeso alla parete: per questo continuo a formarmi e lo dico apertamente.

FAQ su ecografia ed eco-guida

No, e sarebbe scorretto sostenerlo. Ci sono bersagli superficiali e facilmente identificabili con i reperi anatomici, dove l'ecografia non aggiunge precisione utile. Uso la guida quando il bersaglio è profondo, quando ci sono strutture da evitare o quando la conferma della distribuzione cambia il risultato. La decisione si prende sul singolo caso, e te la spiego prima di procedere.
No, e nemmeno l'ecografia radiologica. Il point-of-care è un'estensione dell'esame obiettivo: risponde a domande circoscritte durante la visita e orienta la terapia. Non produce un referto e non chiude un percorso diagnostico. Se serve un inquadramento di secondo livello, ti indirizzo all'esame corretto.
Per vedere il disco no: gli ultrasuoni non attraversano l'osso, e l'ernia si studia con risonanza o TC. L'ecografia in quel contesto serve ad altro — escludere cause alternative di dolore nei tessuti molli e, in casi selezionati, supportare il posizionamento dell'ago. Chi ti propone un'ecografia per diagnosticare un'ernia discale ti sta dicendo una cosa non corretta.
Né l'uno né l'altro. L'ecografia è non invasiva, non usa radiazioni ionizzanti e richiede solo il contatto della sonda con la cute tramite gel. Può essere ripetuta quante volte serve, anche nella stessa seduta, e consente di studiare le strutture in movimento.
No. Quando è indicata, la guida ecografica fa parte della prestazione e non comporta un supplemento. Il tariffario ti viene comunicato per intero prima della prima visita, senza voci aggiunte in corso d'opera.
→ Il percorso dopo il trattamento → Ozonoterapia per l'artrosi dell'anca → Ozonoterapia per le tendinopatie → Ozonoterapia per l'artrosi del ginocchio → Ozonoterapia per il tunnel carpale → Grande autoemoterapia con ossigeno-ozono → Chi sono — Dott. Luca Schiasselloni

Una valutazione, non solo una puntura

Alla prima visita ricostruisco il quadro clinico e, quando serve, guardo la struttura con l'ecografo prima di decidere come trattarla. Se il problema non è di mia competenza, te lo dico e ti indirizzo.

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