L'ernia del disco è una delle cause più comuni di dolore cronico alla schiena e alla gamba. Molti pazienti vengono indirizzati verso la chirurgia — ma esiste spesso un'alternativa efficace, documentata e molto meno invasiva.
Tra ogni due vertebre della schiena c'è un disco intervertebrale — pensatelo come un cuscino ammortizzatore con un rivestimento esterno resistente e un nucleo interno morbido e gelatinoso, simile a un palloncino pieno d'acqua. Assorbe i colpi, distribuisce il peso, permette al tronco di piegarsi.
Nell'ernia del disco, il rivestimento esterno cede e il nucleo fuoriesce dalla sua sede, premendo contro le strutture vicine. Il dolore vero però non viene solo dalla pressione meccanica — viene dall'infiammazione che si scatena attorno al nervo schiacciato: il tessuto infiammato libera sostanze irritanti che bruciano la radice nervosa, causando il caratteristico dolore che si irradia lungo la gamba (sciatalgia) o il braccio.
Immaginate di comprimere un cuscino bagnato e gonfio fino a farlo fuoriuscire dal fodero. Quella "pancia" che sporge è il nucleo erniato. L'ozono fa due cose insieme: asciuga il cuscino riducendone il volume, e calma l'irritazione nel tessuto intorno. Il cuscino ridotto smette di premere sul nervo, il nervo smette di bruciare.
Quando l'ozono viene iniettato vicino alla radice nervosa o direttamente nel disco, agisce su due fronti. Il primo è meccanico: l'ozono ossida le molecole che danno al nucleo la sua consistenza gelatinosa e la capacità di trattenere acqua. Il nucleo si "asciuga" progressivamente, si restringe, e la pressione sul nervo diminuisce. Questo effetto è visibile alla risonanza magnetica di controllo.
Il secondo è antinfiammatorio: come descritto nella pagina 01, l'ozono blocca gli enzimi responsabili della produzione di sostanze infiammatorie locali. Il nervo, liberato sia dalla compressione che dall'incendio chimico attorno a sé, smette di inviare segnali di dolore.
Uno studio pubblicato su Neuroradiology nel 2003 ha seguito 600 pazienti con ernia lombare trattati con questa tecnica. I risultati a sei mesi sono stati sorprendenti: l'84% dei pazienti aveva un miglioramento significativo e il 74% aveva evitato l'intervento chirurgico che era stato loro proposto. Questi dati hanno cambiato l'approccio di molti centri specializzati alla gestione dell'ernia discale.
L'ozono riduce il volume del nucleo erniato (meno pressione sul nervo) e spegne l'infiammazione locale. Entrambi i cambiamenti sono documentabili alla risonanza magnetica.
Lo studio pubblicato su Neuroradiology nel 2003 ha seguito 600 pazienti con ernia lombare — tutti candidati alla chirurgia — trattati con infiltrazione di ozono. I risultati a sei mesi parlano chiaro.
Il medico esamina la risonanza magnetica o la TC della colonna e valuta sede e caratteristiche dell'ernia. Non tutte le ernie si trattano allo stesso modo: la posizione e il livello vertebrale determinano il protocollo migliore.
Il trattamento avviene in ambulatorio in circa 20–30 minuti. Il medico inietta la miscela di ozono-ossigeno vicino alla radice nervosa o nel disco. Non richiede anestesia generale e non lascia cicatrici.
Il protocollo standard prevede un ciclo di 4–6 infiltrazioni. Tra una seduta e l'altra si continua normalmente la propria vita. La frequenza viene stabilita dal medico in base alla risposta individuale.
A 3–6 mesi si esegue una risonanza magnetica di controllo. Spesso è possibile vedere la riduzione dell'ernia nelle immagini — una conferma obiettiva che il trattamento ha modificato la struttura anatomica, non solo i sintomi.
La chirurgia discale ha indicazioni precise e in alcuni casi è indispensabile — soprattutto quando c'è deficit neurologico progressivo (forza che diminuisce, problemi agli sfinteri). Negli altri casi, dove il problema principale è il dolore, l'ozonoterapia è spesso la scelta da tentare prima: efficacia documentata e rischio praticamente nullo rispetto all'intervento. Il medico vi aiuterà a capire in quale categoria rientrate.
"Molti pazienti arrivano con la cartella dell'ortopedico che dice 'serve operare'. In tre casi su quattro, dopo il ciclo di ozono, l'ernia alla RMN si è ridotta e il dolore è scomparso. La chirurgia non è servita."Dott. Luca Schiasselloni
Il passo successivo è parlare con il Dott. Schiasselloni per capire se e come questo trattamento può fare al caso tuo.
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