Molti dolori cronici nascono da un segreto che nessuno vi ha mai raccontato: i tessuti malati sono spesso "affamati" di ossigeno. L'ozono risolve questo problema migliorando la qualità del sangue e la sua capacità di consegnare ossigeno proprio dove manca.
Immaginate un disco intervertebrale erniato, una cartilagine artrosica consumata, o un'ulcera cronica che non guarisce. Cosa hanno in comune? Sono tutti tessuti in cui la circolazione è compromessa, e dove l'ossigeno — il "carburante" delle cellule — arriva in quantità insufficiente. Questo stato si chiama ipossia, e accelera il danno tissutale creando un circolo vizioso difficile da spezzare.
L'ozono affronta questo problema in modo diretto, agendo sui nostri globuli rossi — le cellule del sangue deputate proprio al trasporto dell'ossigeno. Ogni globulo rosso è come un camion che carica ossigeno nei polmoni e lo scarica nei tessuti. L'ozono rende questi camion più efficienti in due modi.
Il primo modo: l'ozono rende i globuli rossi più "flessibili" — capaci di passare anche nei capillari più stretti, quelli che nei tessuti infiammati si restringono e diventano quasi impraticabili. Il secondo modo: modifica la "presa" con cui l'emoglobina tiene l'ossigeno, rendendola meno avara — l'ossigeno viene rilasciato più facilmente al tessuto che ne ha bisogno. Due camion identici, ma uno consegna il 30% di merce in più perché il suo autista sa dove scaricare.
Quando un tessuto è ipossico, le cellule "arrangiano" producendo energia in modo di emergenza — lento, inefficiente, e con scarti acidi che peggiorano l'infiammazione. Con più ossigeno disponibile, le cellule tornano al loro modo normale di produrre energia: molto più efficiente, più pulito, e senza quegli scarti acidi che alimentano il dolore cronico.
Il risultato è un tessuto che si sente meno "spento", una zona trattata che riprende vitalità, e spesso un senso soggettivo di energia e leggerezza che molti pazienti descrivono già dopo le prime sedute.
I globuli rossi trattati con l'ozono diventano più flessibili e rilasciano più ossigeno: ogni capillare diventa accessibile, ogni tessuto riceve quello che gli serve.
L'ipossia tissutale è un fattore comune a molte patologie. In queste condizioni, migliorare l'apporto di ossigeno ai tessuti è spesso la svolta che altre terapie da sole non riescono a dare.
Il disco intervertebrale è un tessuto quasi privo di vasi sanguigni — riceve ossigeno solo per osmosi. Migliorare la qualità del sangue circostante è essenziale per la sua rigenerazione.
La cartilagine è completamente avascolare: dipende dall'ossigeno del liquido sinoviale. Quando quest'ultimo è carente, la cartilagine si degrada più rapidamente. L'ozono migliora questo microambiente.
Le ulcere che non guariscono sono spesso in tessuti ischemici dove il sangue arriva con difficoltà. Aumentare la capacità di cessione dell'ossigeno aiuta la guarigione anche quando i vasi sono compromessi.
Un componente centrale del Long COVID è la ridotta efficienza del trasporto di ossigeno. Molti pazienti riferiscono un netto miglioramento di energia e lucidità mentale già dopo le prime settimane di trattamento.
"Molti pazienti mi descrivono una sensazione di 'leggerezza' e di energia ritrovata dopo le prime sedute. Non è placebo — è il segnale che i tessuti stanno ricevendo l'ossigeno che aspettavano da mesi."Dott. Luca Schiasselloni